
Il parere di Mark Hopkins della Un Foundation, a Milano per illustrare quanto le iniziative dell'Amministrazione Una sui temi ambientali. «Obama non è Dio e dovrà procedere tenendo conto di numerose pressioni che arriveranno da diversi fronti»
Ci saranno progetti che il presidente Barack Obama non riuscirà a realizzare e il rischio, specie sul versante del new deal verde, è che "le aspettative dopo la sua elezione siano state troppo alte". È il parere di Mark Hopkins della Un Foundation, esperto internazionale di efficienza energetica, a Milano per illustrare quanto la nuova amministrazione americana sta facendo sui temi ambientali.
"Le difficoltà maggiori Obama le incontrerà in Senato - ha previsto Hopkins all'incontro organizzato dal Consolato degli Stati Uniti, in collaborazione con e-gazette, Legambiente, Gruppo Polo e Camera di Commercio di Milano - dove all'opposizione dei Repubblicani si aggiungerà quella dei Democratici eletti negli stati del Midwest". Per riuscire a portare a casa la promessa 'rivoluzione verde' Obama "dovrà far sentire il suo peso e fare la differenza", usando "quell'enorme capitale politico che può vantare". Hopkins si dice comunque certo che la virata verde negli Stati Uniti ci sarà ("entrerà a regime tra un anno", ha previsto) anche grazie all'impegno che in questi anni hanno profuso alcuni governatore statali. Allo stesso modo l'esperto della Un Foundation si è detto convinto che "non ci sarà un rinascimento del nucleare".
A supportare la sua tesi sono i dati del 2008. "Nel 2008 per la prima volta il nucleare ha registrato nel mondo un declino", ha affermato Andrea Poggio di Legambiente e "l'anno scorso l'energia rinnovabile ha superato quella fossile in potenza installata e in investimenti privati". Il vento sembra quindi cambiato ma, conclude Hopkins, "Obama non è Dio e dovrà procedere tenendo conto di numerose pressioni che arriveranno da diversi fronti".